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European Accessibility Act: con le Linee guida AgID e la piattaforma di segnalazione non è più possibile rimandare l’adeguamento

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European Accessibility Act: con le Linee guida AgID e la piattaforma di segnalazione non è più possibile rimandare l’adeguamento

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13 Mar 2026
Sottolineato giallo

Cosa prevedono le linee guida AgID, quali aziende devono adeguarsi e perché nel 2026 non è più possibile rimandare l’accessibilità dei servizi digitali.

Se molte aziende erano già al corrente dell’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA) — il 28 giugno 2025 — ma hanno scelto di aspettare, probabilmente è perché mancavano indicazioni operative chiare e strumenti concreti per capire davvero quando intervenire. Ora però qualcosa è cambiato.

Fino a poco tempo fa il tema dell’accessibilità digitale era percepito da molte organizzazioni come qualcosa di ancora distante: una normativa europea, importante sì, ma senza riferimenti pratici immediati.

Con la pubblicazione delle linee guida AgID sull’accessibilità dei servizi digitali e con l’attivazione della piattaforma che consente di segnalare ad AgID servizi digitali non accessibili anche erogati dei soggetti privati, il quadro normativo è diventato molto più concreto.

In altre parole: il momento di intervenire urgentemente è arrivato.

Oggi esistono indicazioni tecniche chiare e strumenti attraverso cui eventuali barriere digitali possono essere segnalate direttamente dagli utenti.

Per le aziende che offrono servizi attraverso strumenti digitali — siti web, e-commerce, portali clienti o applicazioni — adeguarsi all’accessibilità non è più solo una buona pratica progettuale: è qualcosa da inserire nella roadmap subito.

Se nel 2025 molte organizzazioni hanno rimandato l’adeguamento, nel 2026 non è più possibile ignorare il tema e continuare a farlo espone le organizzazioni a rischi concreti.

In questo articolo vediamo:

  • cosa prevedono le linee guida AgID sull’accessibilità dei servizi;
  • quali aziende sono coinvolte dall’European Accessibility Act;
  • perché diventa urgente verificare il livello di accessibilità dei propri servizi digitali ed effettuare gli adeguamenti necessari.
 

Cosa prevedono le linee guida AgID sull’accessibilità dei servizi digitali

Le linee guida AgID servono a trasformare l’obbligo normativo introdotto dall’European Accessibility Act in indicazioni operative per chi offre servizi digitali al pubblico.In Italia queste linee guida sono pubblicate in attuazione del D.lgs. 82/2022, il decreto che ha recepito la direttiva europea sull’accessibilità.

Il loro scopo è chiarire tre aspetti fondamentali:

  • a quali servizi si applicano i requisiti di accessibilità
  • quali adempimenti devono rispettare i soggetti coinvolti
  • quali strumenti devono essere messi a disposizione degli utenti

In altre parole, le linee guida spiegano come tradurre gli obblighi normativi in pratiche concrete per siti web, applicazioni e servizi digitali.

 

Non solo PA: anche le aziende private sono coinvolte

In passato il tema dell’accessibilità digitale riguardava quasi esclusivamente la Pubblica Amministrazione.

Negli ultimi anni però il perimetro normativo si è ampliato e oggi coinvolge anche numerosi soggetti privati che offrono servizi digitali al pubblico.

L’European Accessibility Act (EAA) ha esteso l’obbligo di accessibilità digitale alle aziende che operano nel mercato europeo con più di 10 dipendenti o oltre 2 milioni di euro di fatturato annuo.

La normativa riguarda anche aziende extra-UE che offrono servizi digitali a utenti europei.

Questo significa che sempre più imprese devono valutare il livello di accessibilità dei propri servizi digitali e intervenire dove necessario.

 

L’ambito di applicazione: quali servizi devono essere accessibili

Un primo elemento indicato da AgID riguarda quali servizi digitali rientrano negli obblighi di accessibilità.

Le linee guida indicano che i requisiti si applicano a diversi servizi destinati al pubblico, tra cui:

  • servizi bancari digitali
  • servizi di comunicazione elettronica
  • servizi di trasporto passeggeri
  • servizi di e-commerce
  • e-book e piattaforme di lettura digitale

Nella documentazione AgID vengono richiamati anche siti web, app mobili e terminali self-service, facendo capire con chiarezza che il tema non riguarda solo la pagina web in senso stretto, ma l’intero servizio digitale con cui l’utente interagisce.

 

Quali sono gli obblighi concreti per le organizzazioni?

Le linee guida AgID chiariscono che non basta dichiarare l’intenzione di essere accessibili: esistono adempimenti specifici che le organizzazioni devono rispettare: 

  • Effettuare l’Audit di Accessibilità, cioè la valutazione tecnica di accessibilità per verificare la conformità
  • Conservare la documentazione comprovante l’avvenuta valutazione
  • Fornire Informazioni accessibili all’utente sui requisiti applicabili e in che modo il servizio garantisce il loro soddisfacimento nel tempo
  • Fornire Informazioni accessibili all’utente sul funzionamento generale del servizio
  • Monitorare le variazioni del servizio per garantire la conformità nel tempo

Per le organizzazioni questo significa che non basta rendere accessibile un servizio digitale: è necessario anche verificare attivamente lo stato di conformità e dichiararlo.

 

Il sistema di segnalazione e vigilanza

Le linee guida diventano particolarmente rilevanti perché si inseriscono in un sistema di segnalazione e vigilanza gestito da AgID.
Le Linee Guida pubblicate in marzo 2026 prevedono che:

  • gli utenti possano segnalare problemi di accessibilità all’AgID tramite la piattaforma apposita già messa a disposizione dall’Agenzia;
  • AgID può utilizzare queste segnalazioni per attivare verifiche e controlli e richiedere la collaborazione del fornitore del servizio per risolvere il problema sollevato dall’utente, a partire dalla richiesta della documentazione che dimostri l’avvenuta valutazione di accessibilità del servizio;
  • nel caso in cui non vengano corrette le non conformità, AgID può procedere con le sanzioni, che possono arrivare fino a 40.000 €.

Rimangono valide le potenziali sanzioni fino al 5% del fatturato nel caso di aziende con ricavi superiori a 500 milioni di euro, per le quali continuano ad essere valide le precedenti Linee Guida AgID  già in vigore prima dello EAA. 

 

Non solo compliance, ma vantaggio competitivo

Molte aziende guardano all’accessibilità digitale come a un obbligo normativo da spuntare sulla checklist, con il rischio di affrontarla solo quando diventa urgente. Ad esempio, quando emerge una segnalazione o quando un audit evidenzia problemi evidenti.

In realtà l’accessibilità ha un impatto molto più ampio sul modo in cui un servizio digitale funziona e viene percepito dagli utenti.
Un sito progettato con criteri accessibili è più facile da navigare, più chiaro nei contenuti e più compatibile con diversi dispositivi e tecnologie assistive.

Questo si traduce in benefici concreti:

  • Aumento delle conversioni e migliore esperienza dell’utente
  • Miglior posizionamento organico: i motori di ricerca premiano siti ordinati e semantici
  • Riduzione dei costi di gestione: meno errori di progettazione e maggior controllo sugli aggiornamenti
  • Maggiore fidelizzazione dell’utente: un sito inclusivo è percepito come più autorevole e affidabile

In altre parole, rendere accessibili siti web, e-commerce e portali non significa solo mettersi in regola con una direttiva europea - significa migliorare la qualità del servizio digitale e aprirlo a un pubblico più ampio, sfruttando un obbligo normativo per ottenere un vantaggio competitivo reale.

 

Adeguarsi all’accessibilità digitale: perché farlo ora

Se eri al corrente dell’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA) e l’hai lasciata in secondo piano, magari in attesa che arrivassero riferimenti operativi chiari e meccanismi concreti attraverso cui eventuali problemi di accessibilità potessero emergere… ecco, quel momento è arrivato.

Con la pubblicazione delle linee guida AgID sull’accessibilità dei servizi digitali e con l’attivazione della piattaforma che consente agli utenti di segnalare servizi digitali non accessibili erogati da soggetti privati, adeguarsi all’accessibilità non è più solo una buona pratica progettuale, ma un passaggio da mettere in atto il prima possibile.

L’accessibilità non è più soltanto un principio previsto da una direttiva europea, da questo momento esistono indicazioni tecniche precise e strumenti attraverso cui le barriere digitali possono essere segnalate direttamente dagli utenti.

Continuare a rimandare l'adeguamento anche nel 2026 significa esporsi a sanzioni e mettere a rischio la reputazione della propria organizzazione.

 

Da dove cominciare? Il supporto dei Web Accessibility Expert

Capire se un sito, un e-commerce o un portale sono davvero accessibili non è sempre immediato.

L’accessibilità coinvolge diversi livelli: dal design delle interfacce, alla struttura dei contenuti, fino allo sviluppo front-end e al mantenimento dell’accessibilità nel tempo.

Non è quindi un intervento semplice o isolato, per questo esiste una figura professionale specifica: il Web Accessibility Expert, responsabile della progettazione, verifica e validazione dell’accessibilità di siti e applicazioni secondo gli standard WCAG.

I Web Accessibility Expert certificati di Deda Digital hanno tutte le competenze per supportare aziende e organizzazioni in ogni fase del percorso:

  • audit di accessibilità di siti web, portali ed e-commerce
  • analisi tecnica rispetto agli standard WCAG e alle linee guida AgID
  • definizione del piano di adeguamento
  • supporto ai team di sviluppo e design
  • monitoraggio e miglioramento continuo dell’accessibilità digitale

Le nostre competenze in ambito accessibilità digitale si sono consolidate anche grazie alla collaborazione ventennale con Fondazione ASPHI Onlus, realtà che da oltre quarant’anni lavora per la promozione dell’inclusione digitale. Un confronto continuo che ci ha permesso di affiancare alle competenze tecniche una cosa ancora più importante: la comprensione reale di come le persone utilizzano — o non riescono a utilizzare — i servizi digitali quando non sono progettati per tutti.

Se la tua azienda offre servizi digitali al pubblico, questo è il momento giusto per capire a che punto sei davvero con l’accessibilità.

I Web Accessibility Expert di Deda Digital sono a disposizione per valutare il livello di conformità dei tuoi servizi digitali e accompagnarti nel percorso di adeguamento all’European Accessibility Act.


Fonti: Linee Guida sull’accessibilità dei servizi, AgID, Direttiva EU 2019/882, AgID, Direttiva EU 2016/2102.

 
 
 
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